#AustrianTime: relax e pace nel verde dell'Austria

Federica sul lago Schwarzensee, nel cuore del NaturparkSolktaeler.

Ad inizio Settembre io e Federica siamo stati invitati in Austria per quattro giorni alla scoperta delle bellezze della Stiria e di Salisburgo, grazie ad un tour organizzato da Austria Turismo.

L’idea di trascorrere alcuni giorni nel pieno relax e nel verde dell’Austria settentrionale ci ha subito trasmesso una fortissima voglia di partire: dopo una lunga stagione estiva caratterizzato dal grande caldo della costa Adriatica, abbiamo pensato che alcuni giorni al fresco sarebbero stati il perfetto antidoto contro lo stress, in modo da recuperare le energie e ricaricarci prima degli ultimi mesi dell’anno. 

Siamo partiti la Domenica mattina all’alba, certi di spostarci in un luogo sicuramente più mite rispetto al caldo afoso di fine Agosto di Venezia: ipotesi più che azzeccata considerando che al nostro arrivo il termometro della mia auto misurava 14 gradi! Durante il tragitto per raggiungere l’Hotel Falkensteiner a Schladming, siamo stati “obbligati” a fare una prima sosta per il pranzo a Villach: ci siamo catapultati subito nel clima #FeelAustria con un pranzo a base di canederli, uova al tegamino, speck e formaggio!

Una volta raggiunto l’Hotel, visto che il tour sarebbe iniziato l’indomani mattina, ne abbiamo approfittato per rilassarci e godere dei benefici della SPA della struttura, immersa in un fitto verde tra le montagne austriache: il profumo dell’autunno e le prime nevicate sulle cime delle montagne hanno accompagnato un paio d’ore tra Sauna Finlandese e Idromassaggio all’aperto.

Il Lunedì mattina è ufficialmente iniziato il tour organizzato da Visit Austria (diciamo che la giornata precedente è stata soltanto un’introduzione al benessere!). In previsione due giorni nel verde delle montagne del Naturpark Soelktaeler, e gli ultimi due nel cuore di Salisburgo.

Dopo l’incontro con il Sig. Volkhard, storica guida turistica del parco e massimo esperto della zona (ci vive da un sacco di anni e dal suo racconto traspare l’immenso amore per la sua terra), ci siamo immersi nel cuore verde dell’Austria.

Inutile dire che questa “cura energizzante” non avrebbe avuto i suoi preziosi effetti benefici se avessimo continuato ad utilizzare in ogni istante i nostri smartphone: ecco che dopo un paio di chilometri, durante il tragitto a bordo della sua Jeep, il Sig. Volkhard, con il tono più rilassato possibile, ci comunica che a partire dalla curva successiva non avremmo più avuto il segnale telefonico fino al nostro ritorno. Previsto per la sera del giorno successivo. Arg!

La nostra prima reazione è stata “Oddio ferma questa macchina io non voglio stare senza il telef…” ma, ve lo possiamo assicurare, mai scelta fu più azzeccata.

Il Naturpark Soelktaeler, il cui motto è #EndlichRuhe (letteralmente la traduzione significa “finalmente il relax”), sorge tra Salisburgo e Graz, ed è tra i principali parchi verdi e naturali d’Europa.

Il nostro primo giorni si è svolto a piedi, con una camminata di circa 15 chilometri, partendo dai freschi boschi dove si potevano scorgere i primi funghi di stagione, fino al lago Schwarzensee, un magnifico paradiso di colori e silenzio.

Durante il tragitto la guida Volkhard ci ha raccontato la sua storia, quanto sia innamorato del posto in cui trascorre gran parte delle sue giornate: l’amore con cui ci accompagna in questo tour ci ha letteralmente fiondato in una sensazione di relax assoluto.

La sorpresa della giornata, a cui inizialmente non avevamo dato il peso sufficiente, riguardava la notte, da trascorrere in una baita di montagna completamente fuori dal mondo: nessun segnale per una connessione (ho avuto il coraggio di chiedere se ci fosse il Wi-Fi…), stufa a legna e prodotti alimentari derivanti dagli animali di casa.

Ci ha accolto (possiamo veramente dire “tra le braccia”) una tipica signora di montagna: Petra. Il sorriso di chi ha faticato molto nella sua vita, le mani ruvide e segnate di chi suda ogni giorno per prepararsi il pane, gli occhi profondi di chi si alza alle 5 di mattina per mungere le mucche e dar da mangiare agli animali.

Petra ci ospita nella sua baita riscaldata dall’ardente fuoco della stufa, e ci mette subito alla prova con la cena: parla solo in tedesco, ma ci fa ben capire di rimboccarci le maniche ed aiutarla a preparare le pietanze da mangiare. Impastando senza sosta, ci mostra come stendere delle perfette Steirerkrapfen, una sorta di frittella salata realizzata con farina integrale, sale ed acqua, che poi verranno fritte nello strutto.

Ci avvisa che una donna perfetta e “da sposare” le deve realizzare perfettamente rotonde e senza buchi. Federica, infarinandosi orgogliosamente le mani, si mette subito al lavoro: dopo un paio di passaggi con il matterello esce un piccolo buco, e io prendendola in giro. tiro un divertito sospiro di sollievo.

La cena è quindi a base di Steirerkrapfen fritte ripiene di crauti, formaggio di casa e patate lesse: ingredienti semplici, ma di un gusto intenso e indimenticabile.

Parliamo per un paio di ore, raccontandoci a vicenda di due vite completamente opposte: da una parte chi vive in un mondo digital connesso 24/7, dall’altra chi taglia la legna per scaldarsi e vive con quello che la sua terra offre.

Io e Federica passiamo la notte dormendo abbracciati nel letto del soffitto della baita, sotto un piumone di cui ricordo ancora il calore. Dalla finestra si intravedono quasi tutte le stelle di un cielo buio e silenzioso. Alle ore 5 (puntuale come ci aveva preannunciato), Petra scende le scale, munge le mucche e ci prepara una deliziosa colazione a base di burro fatto in casa e marmellate di mirtilli. Al nostro saluto, Petra mi stringe forte una mano, come a voler trasmettermi ancora di più tutto l’amore che impiega nel suo lavoro.

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Durante il secondo giorno Volkhard ci porta alla scoperta dell’alto lato del Solktaeler Park, in direzione di una cascata in cima ad una montagna. Il tempo è incerto, un mix tra alcuni timidi raggi di sole e grosse nuvole grigie, quasi a ricordarci che il fresco delle montagne ha un amico fidato: la pioggia. Dopo alcune soste a base di caffè e dolci locali fatti in casa con uova di giornata, raggiungiamo la cascata attraversando il corso del suo fiume saltando tra un masso e l’altro.

Il rientro alla base è un mix di nostalgia e voglia di rimanere ancora per un pò in un mondo fatto di pace, natura, colori e la sensazione di vivere bene. Una sensazione che, purtroppo, nella nostra quotidianità viviamo sempre meno: così schiavi oramai della tecnologia, della vita frenetica e del caos cittadino. Salutiamo Volkhard con l’ultimo pranzo a base di canederli e uova al tegamino, accompagnati rigorosamente da una birra bionda.

In un paio di ore raggiungiamo Salisburgo in auto, sotto una pioggia fitta e mai cosi autunnale. Il programma dei due giorni successivi prevede un tour guidato della città, alla scoperta di ogni suo angolo più nascosto. 

Francesco è un abruzzese che più di venti anni fa ha deciso di seguire il suo amore per la lingua tedesca, trasferendosi per un paio di anni (o cosi doveva essere) a Salisburgo. Ormai vive qui dal suo arrivo, è sposato e ha un figlio ormai maggiorenne. Dice che gli manca l’Italia, ma qui sta bene. Ci racconta che non scambierebbe mai la “sua” Salisburgo con nessun altra città Europea: la considera la città perfetta dove vivere tutto l’anno.

Iniziamo il tour della città sotto una forte pioggia, ma durante la giornata il tempo cambierà cosi rapidamente da non sapere mai se indossare gli occhiali da sole o starsene sotto l’ombrello ad ascoltare il rumore della pioggia. Iniziamo il nostro tour dallo storico Cimitero del Centro cittadino, fino a raggiungere il Castello di Mirabell, con il suo meraviglioso giardino fiorito. Lo sarà ancora per poche settimane: il freddo dell’inverno in Austria non lascia scampo ai fiori perfettamente sistemati secondo delle geometrie perfette.

Prima di pranzo, dopo una camminata tra le frequentatissime vie del centro, raggiungiamo la città alta, dalla cui Fortezza Hohensalzburg si può ammirare Salisburgo in tutto il suo splendore. Le attrazioni culturali ed artistiche invadono la città di Salisburgo, e non è facile riassumerle in poche righe. Ecco perché vi consiglio di non perdervi una visita alla Casa Natale di Mozart (mainstream sempre da apprezzare), il Museo di arte moderna (Mönchsberg) e il maestoso DomQuartier.

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Nel pomeriggio, dopo la visita al bellissimo e divertente Castello di Hellbrunn con i suoi celebri giochi d’acqua (d’estate è l’ideale per famiglie con bambini per vivere arte e divertimento), ci siamo diretti verso il fiume Salzach per un giro a bordo delle nuove barche della città, che permettono un tour via acqua di Salisburgo. Salisburgo offre molte varietà culinarie, essendo una città molto visitata durante tutto l’anno da un turismo eterogeneo e internazionale. Noi non ci siamo persi una ricca e gustosa colazione internazionale al Hotel Amadeus (esattamente nel cuore della città, comodo, raffinato e di design), e una cena a base di piatti tipici: non ho potuto fare a meno di una ottima Schnitzel accompagnata da marmellata di mirtilli, mentre Federica ha provato la Trota d’acqua dolce con un risotto locale.

L’Austria regala magici momenti di tranquillità e pace, anche durante un tour cittadino: Salisburgo offre una piacevole sensazione di calma, non si vive lo stress cittadino di alcune note città italiane. Sarà anche per questo motivo che è una delle città europee con il più alto indice di qualità della vita.

Il nostro #AustrianTime è stato quindi una manna per potersi rilassare e staccare la spina dopo l’estate italiana: il posto ideale dove poter abbinare l’amore per la natura al fascino di una città europea ricca di cultura e storia.

 

  

 

Gionata Smerghetto2 Comments